Periodo2008-2009TecnicaMista - Materica

l’ambiente è prevalentemente grigio, schiarito da un faro e da un cerchio rosso, quel che resta del sole_ Il campo è delimitato in basso da un filo spinato … qui si muovono quasi in leggera cadenza di danza, prigionieri in casacche e camice a righe … come uomini ormai svuotati di tutto_ dovevano accompagnare, suonando con strumenti di fortuna, i loro compagni nell’ultima fila per le camere a gas_

___ info@francescofontanesi.it ___

Quatuor #10

liberamente tratto da Quatuor pour la fin du Temps di Olivier Messiaen

___

Inverno 1940/41.
Internato a Görlitz (Polonia), in un campo di concentramento tedesco, ad Olivier Messiaen è concesso da parte del comandante del lager di lavorare a una partitura inedita.
In quel campo, per un caso fortunato, oltre a lui sono stati fatti prigionieri altri tre musicisti: Etienne Pasquier (violoncellista), Henri Akoka (clarinettista) e Jean le Boulaire (violinista). Confortato dalla presenza di questi tre colleghi, Messiaen inizia a comporre quella che diverrà la sua opera più significativa: Il Quartetto per la fine del Tempo, creato – a detta del suo stesso autore – “per evadere dalla neve, dalla guerra, dalla prigionia e da me stesso”.
Il risultato è una delle composizioni per musica da camera fra le più significative/innovative del secolo scorso.
Il 15 gennaio 1941, alla presenza dei nazisti e dei prigionieri, la prima esecuzione pubblica dell’opera in condizioni fisiche e tecniche indecenti: il freddo è atroce, al violoncello manca una corda e i tasti del piano su cui suona il compositore una volta abbassati stentano a risalire. Ma i quattro conducono a termine egualmente il concerto di fronte ad una platea incredibilmente attenta e partecipe nonostante l’arditezza della tessitura musicale. Spentasi l’ultima nota, un applauso caloroso riscalda i cuori di Messiaen e dei suoi compagni: la loro battaglia musicale è risultata vincente. Verranno anticipatamente liberati dalla prigionia appena qualche mese più tardi, grazie a quella loro straordinaria testimonianza artistica.

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Privacy Policy

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi